Udine. Ricordati i defunti giuliano dalmati in Cimitero con ANVGD e autorità, 2025
Onorare i morti d’Istria, Fiume e Dalmazia e gli infoibati. Questa è la tradizione consolidata nel tempo a Udine con autorità e ANVGD. In prima fila c’erano Bruna Zuccolin, con parenti di Pirano, presidente dell’ANVGD di Udine, oltre che consigliere nazionale del sodalizio medesimo, assieme a Bruno Bonetti, vicepresidente, con avi di Zara e Spalato e della Brazza. Poi, in rappresentanza del sindaco Alberto Felice De Toni, era presente Alessandro Colautti, consigliere comunale di Udine, con delega alle Relazioni internazionali e progetti europei. C’erano Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, Mirella Pomasan, in nome dei residenti al Villaggio giuliano di Via Casarsa e vari soci dell’ANVGD, come Emilio Fatovic, esule di Zara, Chiara Dorini, esule di Fiume, Giorgio Gorlato, esule di Dignano d’Istria, Eda Fego, esule di Pinguente, Maria Geissa Battistella, esule di Pola, Giorgio Benussi rovignese, Luciana Bernes, oriunda di Visignano, Elena Populavez Balbusso e Silvio Loreti, la cui mamma era di Spalato ed altri ancora.


Così nella Chiesa del Cimitero e davanti al Monumento dei caduti giuliano dalmati anche quest’anno ci sono state le cerimonie per commemorarli. Il 3 novembre 2025 l’ANVGD ha ricordato i giuliano dalmati uccisi nelle foibe durante la guerra e anche a guerra finita (le uccisioni sono attestate almeno a tutto il 1947). Sono stati ricordati poi tutti i defunti della Venezia Giulia e Dalmazia. Il celebrante, come l’anno scorso, è stato padre Romeo che, memore della sua esperienza missionaria in Brasile, ha coinvolto nelle preghiere gli astanti, attirando l’attenzione sull’importanza della memoria, del rispetto e del dialogo. Nella chiesa del Cimitero di Udine, intitolato a San Vito (che è pure il patrono di Fiume), alle ore 10 e mezza, lui ha celebrato la Santa Messa con grande sensibilità ed umanità. Zuccolin ha pronunciato alcune sentite preghiere sugli esuli all’Ascoltaci Signore.
Al termine della funzione religiosa c’è stato il consueto breve corteo con labaro e solenne corona d’alloro dal tempio sacro fino al Monumento dei caduti giuliano dalmati, opera di Nino Gortan. In conclusione si è avuta la benedizione e la recita della Preghiera dell’Infoibato, scritta nel 1959 da Mons. Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria. Davanti al monumento hanno parlato Zuccolin, Colautti, il diacono Lorenzo e padre Romeo. “Porto il saluto della città e del sindaco – ha detto Alessandro Colautti, tra gli applausi dei presenti – ricordiamo un passato che non si può dimenticare con dei valori da trasmettere ai giovani, proiettati in Europa. È stata una ferita che ci ha accompagnato qui sul confine orientale nascosta per troppo tempo”.


Poi ci sono stati i mesti squilli di tromba e il silenzio del socio Silvio Loreti, mentre l’alfiere architetto Franco Pischiutti reggeva il labaro dell’ANVGD di Udine e padre Romeo impartiva la benedizione. Grazie alla sensibilità del diacono Lorenzo e del collaboratore Federico, in chiesa oltre al labaro del Comitato Provinciale dell’ANVGD e alla bandiera del sodalizio il socio Elio Varutti, con parenti di Pola e di Fiume, ha esposto le bandiere d’Istria, Fiume e Dalmazia, dono di Carlo Cesare Montani, esule di Fiume e Laura Brussi, esule di Pola a Latina.
Storia della cerimonia e testimonianze
Tali cerimonie che si tengono da molti anni, da quando era presidente l’ingegnere Silvio Cattalini, esule di Zara (1927-2017), che volle il monumento in pietra d’Istria, opera del 1990 di Nino Gortan (1931-2001) esule di Pinguente, all’ingresso del Cimitero stesso. Il bassorilievo rappresenta, in modo stilizzato, due persone che tenendosi per mano vengono precipitate in una foiba. Siccome il 4 novembre è la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, qualcuno dei presenti ha ricordato i caduti della Grande Guerra, con particolare riferimento agli irredentisti di Gorizia, Trieste, Pola, Fiume, Zara e Dalmazia volontari nel Regio Esercito Italiano, oltre agli italiani di quelle stesse terre obbligati a combattere in divisa asburgica.


Ha seguito da casa le cerimonie religiose del 3 novembre 2025 l’ingegnere Sergio Satti, esule di Pola, classe 1934, decano dell’ANVGD di Udine e per decenni alla vicepresidenza dell’ANVGD di Udine, sotto la guida di Silvio Cattalini. Impossibilitato a partecipare, per la deambulazione difficoltosa, Satti ha poi raccontato al telefono di un recente lutto. “Proprio ieri è deceduta una mia coinquilina, esule di Pola, Livia Tromba, che seguiva le lezioni di Sociologia dell’esodo giuliano dalmata alla UTE di Udine, mi dispiace tanto. Era la vedova dell’ingegnere Luigi Sussi, esule di Gorizia. Fu lui, se mi è permesso di riferire, a dirmi di aver visto dopo l’8 settembre 1943 i partigiani jugoslavi che gettavano da un ponte, vicino a Gorizia, un certo numero di civili e di militi italiani vivi, prima catturati. Erano tempi terribili”.
Cenni bibliografici
– E. Varutti, Udine, itinerario storico alle tombe degli Irredentisti, con l’ANVGD, on line dal 5 novembre 2020 su anvgdcomitatoprovincialediudine.wordpress.com
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Progetto di Bruna Zuccolin. Ricerca e testo di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer del sito. Lettori: Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti e Sergio Satti. Copertina: Autorità in chiesa per la cerimonia in ricordo dei caduti. Fotografie di Elio Varutti, Giorgio Gorlato e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia. Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web: https://anvgdud.it/




