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Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Comitato Udine | Ricerche storiche
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Ricerche storiche

Set 06 2025

Il fotografo Battistella preso dai partigiani titini a Albona per fare la foto a Tito, 1944

“Sono entrati in casa a Albona, in provincia di Pola, era notte e avevano i fucili puntati, mi raccontavano in famiglia – ha detto Maria Geissa in Battistella – sarà stato il 1944, erano i partigiani titini e presero mio suocero che era Tullio Battistella, originario di Albona, lo portarono via perché volevano che facesse le foto a Tito, poi lo rilasciarono, perché doveva stamparle per la loro propaganda. Fu mia suocera a raccontarmi tutto”. Il fotografo Battistella si rese noto, negli anni ’30, per un servizio fotografico in Africa...

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Ago 18 2025

Memoria della strage a Vergarolla 1946, di Astrid Castro, di Toronto

Pubblichiamo volentieri un articolo di Astrid Castro, di Toronto (Canada), sull’attentato di Vergarolla. Lei ce lo ha inviato nel profilo Facebook “ANVGD Udine”. Si riferisce ai suoi cari, come suo padre Bruno Castro, nato a Pola nel 1932, che assieme al cognato Mario Angelini furono presenti sulla riva di Vergarolla al terribile scoppio, che provocò oltre 100 morti e centinaia di feriti. Tutti italiani. Pola in quel tempo era pertinente alla Repubblica italiana, pur sotto il controllo delle truppe angloamericane. Dopo l’attentato titino (non tutti gli storici concordano) la città...

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Lug 12 2025

Silvana e altri profughi tra oblio e memoria dell’esodo giuliano dalmata

Persiste ancora il tema del silenzio dei profughi giuliano dalmati. Ciò è causato dalla mancata comunicazione ai discendenti riguardo ai fatti storici dell’esodo dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Dalla metà del Novecento al silenzio personale del singolo profugo e dei parenti si aggiunse quello della politica e degli apparati di stato in campo nazionale e quello della diplomazia in campo internazionale. Per le autorità era meglio parlare della ricostruzione, della ripresa economica e dato che c’era la guerra fredda, era meglio assecondare i nuovi rapporti al confine orientale con...

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Mag 13 2025

L’accoglienza in Toscana nei dati del Primo censimento profughi di Fiume, 1953

Nei primi anni ’50 fu pubblicato il Primo censimento dei profughi fiumani in Italia a cura della Lega nazionale fiumana dell’ANVGD di Bologna, presieduta da Carlo Descovich. Detto Primo censimento (d’ora in poi sarà citato così) trovasi nel fascicolo “Fiume e la provincia del Carnaro nel passato e nel presente”, edito nel 1954. In quell’elenco spontaneo, di circa 3.800 nominativi di capifamiglia (citato in bibliografia), si scovano quasi 400 esuli ospitati nei Centri raccolta profughi (Crp), o residenti nelle case popolari, oppure in civili abitazioni della Toscana che qui si...

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Apr 15 2025

Da profughi giuliano dalmati a docenti del Liceo scientifico “G. Marinelli” di Udine

Si è scoperto che alcuni professori e qualche studente del Liceo “Marinelli” di Udine fino al 1963, erano provenienti dalle terre redente. La ricerca, realizzata con l’architetto Franco Pischiutti, nasce dall’osservazione di un volume sui primi 40 anni di vita del Liceo scientifico “Giovanni Marinelli” di Udine, edito nel 1963. Tra l’altro si accenna, in esso, all’allievo Lucio Pischiutti, fratello di Franco, diplomatosi nell’anno scolastico 1948-1949, segnato a pag. 90 del volume medesimo. D’ora in poi si indica solo la pagina del testo ben evidenziato in bibliografia. Da notare che...

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Mar 20 2025

Sebenico 1947. Senza sepolcro Vincenzo Serrentino, ultimo prefetto di Zara italiana

È un sepolcro tenuto nascosto. Sta a Sebenico, ma non si sa dove di preciso. Non c’è una croce, un cippo, né un segno qualsiasi che faccia memoria di Vincenzo Serrentino, ultimo prefetto di Zara italiana. Viene usata appositamente la terminologia degli studiosi sloveni “sepolcro tenuto nascosto” (Franc Perme, Anton Zitnik ed altri, 1998) per dimostrare che non si vuole dire dove riposino i suoi resti mortali. Dalla letteratura si sa che il siciliano Vincenzo Serrentino nacque a Rosolini (SR), il 19 settembre 1897 e fu ucciso a Sebenico il 15...

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Gen 25 2025

Da Fiume e dall’Istria esuli in Friuli. Testimonianze di Ottomaniello e Squadrito

L’intervista al signor Riccardo Ottomaniello inizia così: “Sono figlio di profughi fiumani. I miei fratelli maggiori erano nati nel Golfo del Quarnaro. Saverio a Mattuglie nel 1939 e Roberto a Fiume nel 1943. La mia famiglia è scappata da Fiume alla fine di aprile del 1945, riempiendo un carro merci con quello che poterono di due case, anche quella dei nonni materni. I titini arrivarono il 1° maggio in città”. Mi racconta di suo padre? “Mio padre Paolo andò all’Accademia di Modena, poi fu inviato a Pola e infine a Fiume,...

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Nov 27 2024

Una famiglia via da Fiume in otto, accolti nella cripta del Tempio Ossario di Udine, 1945

Dopo la seconda guerra mondiale a Fiume molti italiani furono espulsi dai titini con varie modalità. Umberto Torrisi racconta che: “Dissero a mio padre nel 1945 in via Fratelli Branchetta, ‘Mariano è meglio che tu vada via da Fiume’, così i miei genitori partirono in fretta con cinque figli e la sorella di mia mamma, otto persone in tutto”. Dopo l’entrata dei titini a Fiume, il 3 maggio 1945, preceduta dalla fuga dei nazisti, così Severino Dianich descrive la situazione creatasi in città: “Non sapevamo nulla delle foibe: era solo che...

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Ott 29 2024

Danilo Danielis, di Fiume, cresciuto nel campo profughi tra Laterina e Torino, 1948

Questa è la storia di un cucciolo dell’esodo giuliano dalmata, allevato tra campi profughi e collegi d’orfani e divenuto, poi, niente meno che un dirigente di una primaria impresa nazionale. Il suo nome è Danilo Danielis, nato a Fiume nel 1940. È partito dalla sua città nel 1948 con la mamma vedova, Ortensia Zovich (1915-1996) e quattro fratelli: Ugo, Edda, Nirvana e Claudia. “Abitavamo a Fiume nelle case popolari di Torretta, che furono bombardate. Siamo passati per il Silos di Trieste per un giorno – ha detto – e poi...

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Ott 21 2024

La Riva Derna a Zara. Ricordo di Ulisse Donati, 1930

Ecco un altro singolare racconto di Ulisse Donati, scrittore di Zara. Il testo originale videoscritto fa parte della Collezione di Franca Balliana Serrentino. Si ricorda che Zara, sulla costa dalmata, fece parte del Regno d’Italia dalla fine della Prima guerra mondiale fino al 10 febbraio 1947, quando fu ceduta alla Jugoslavia di Tito. Oggi è Zadar nella Repubblica di Croazia.Nel proporre qui il testo di Ulisse Donati, nato il 6 agosto 1913 a Zara e scomparso il 20 marzo 2013 a Venezia, si è cercato, come altre volte, di rispettare...

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