Search:
Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Comitato Udine | Silvo Loreti, socio ANVGD di Udine, presenta il suo libro: Silvio, l’uomo venuto dal nulla
24227
post-template-default,single,single-post,postid-24227,single-format-standard,edgt-core-1.0.1,ajax_fade,page_not_loaded,,hudson-ver-2.2, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,transparent_content,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-6.9.0,vc_responsive

Silvo Loreti, socio ANVGD di Udine, presenta il suo libro: Silvio, l’uomo venuto dal nulla

Giu 22 2026

Silvo Loreti, socio ANVGD di Udine, presenta il suo libro: Silvio, l’uomo venuto dal nulla

È stato Bruno Bonetti, vice presidente dell’ANVGD di Udine, a portare i saluti della Presidente Bruna Zuccolin, impegnata all’estero. Bonetti ha ricordato che: “Silvio, lo spalatino, fa parte della grande famiglia dell’ANVGD di Udine, dove la sua vicenda personale, pur diversa e assai più tragica di tante altre storie di esuli, è accomunata dalla capacità di riscattarsi da un triste passato con la speranza, il coraggio e il lavoro”.

Chi è Silvio Loreti? Come mai ha scritto un libro con quel titolo: “Silvio, l’uomo venuto dal nulla”? La presentazione ufficiale del volume, col patrocinio del Comune di Udine, è avvenuta giovedì 18 giugno 2026, alle ore 18, nella Sala Corgnali della Sezione Moderna presso la Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi”. All’evento ha partecipato l’autore del testo, Guido De Michielis, con la presenza dell’Assessore all’Istruzione, Università e Cultura, Federico Pirone. Il libro, tra l’altro, contiene alcune coinvolgenti parole introduttive della stessa Bruna Zuccolin.

Biblioteca Civica di Udine – Bruno Bonetti saluta a nome di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine. Foto di Leoleo Lulu

Silvio Loreti è una persona speciale con una storia assai commovente. Sono tremila i bambini italiani nati in un lager. Di loro, solo 30 sopravvissero. Loreti è uno di loro. Nacque due giorni prima del Natale 1944 in un campo di concentramento e di lavoro al confine tra la Polonia e Germania da una madre (Vesna) appena diciasettenne, nata a Spalato, in Dalmazia e deportata dai nazisti.

È stato Toni Capuozzo, un’altra persona coinvolta nel mondo degli esuli giuliano dalmati, a dare quel titolo (“L’uomo venuto dal nulla”), in un bel servizio giornalistico andato in onda su Mediaset nel 2018. Cominciamo col dire che il cognome Loreti non è quello di suo padre, ma è un cognome di fantasia, registratogli da un tribunale italiano. Silvio ora è papà e nonno. Pensionato felice, vive a Udine. È stato imprenditore di termoidraulica. Ha avuto due passioni: fare il radio amatore e suonare la tromba, facendo parte della banda del Comune di Pozzuolo del Friuli.

Come certi autori hanno scritto in Internet, è stata sua moglie a spingerlo, circa 30 anni fa, a far luce sul suo complesso passato. Così ha cercato le sue radici, tentando di placare i ricordi tragici. Silvio è stato un apolide. Solo a 22 anni ottenne la cittadinanza italiana. Ogni sei mesi, ricordò, dalla questura venivano i controlli a casa o sul lavoro. Doveva rigare dritto, per non perdere il permesso di soggiorno. Come accennato, sua madre Vesna era dalmata di Spalato e morì giovane per una brutta malattia.

Con l’armistizio, Vesna si schierò con la resistenza. Era una staffetta partigiana, ma fu catturata dai tedeschi e deportata nel campo di concentramento di Christianstadt, insieme al marito, un militare lucano. Nel lager lavoravano per 20 ore al giorno, a fronte di un solo squallido pasto. Gli uomini dovevano fabbricare munizioni mentre, nei lager femminili, le donne producevano gavette e stoviglie utili allo sforzo bellico del Reich.

Finita la guerra, Vesna, il marito e il neonato Silvio, vissuto per due mesi nel lager, rientrarono in Italia. La madre dovette abbandonare il bambino a Trieste in un orfanotrofio. Una pagella della scuola elementare attesta che, al tempo, Silvio di cognome facesse De Stefani, ossia il nome del militare italiano sposato con sua madre che riconobbe inizialmente il figlio. Poi, deceduta Vesna, lo disconobbe, quando Silvio aveva 7 anni. Il bambino, presumibilmente, era figlio di un abuso. L’orfanotrofio accolse Silvio, rinominato all’anagrafe Loreti, con un sistema di quegli anni, cioè aprendo una pagina dell’elenco telefonico e puntando il dito su un nome a caso.

Udine, BCU, 18.6.2026 – Bruno Bonetti al microfono vicino a Guido De Michelis, Silvio Loreti e Federico Pirone, assessore del Comune di Udine all’Istruzione, Università e Cultura. Collezione di Bruno Bonetti

Il trauma dell’abbandono e della solitudine fu forte per Silvio, ma l’amore della sposa e dei figli è stato più grande, permettendogli di costruire una vita felice e appagante. Studiò, diplomandosi all’Istituto tecnico industriale “Malignani” di Udine. Da apolide, per il matrimonio, fu necessaria la testimonianza di ben otto colleghi di lavoro, che formalmente confermarono la sua identità di fronte ad un giudice. Il parroco delle nozze, operò senza atti di nascita e di battesimo, raccomandando agli sposi di trovare i documenti e di mandarglieli.

La ricerca affannosa delle sue radici partì da Pola, poi a Spalato, grazie al gentile aiuto di un capitano medico della Marina croata, radioamatore pure lui. Fu trovato così il certificato di matrimonio di Vesna ed il certificato di battesimo di Silvio avvenuto in Germania, in una chiesa poco distante dal campo di prigionia.

Allora Silvio Loreti è un sopravvissuto dei campi di concentramento. Col sostegno dell’ANVGD va a testimoniare nelle scuole la sua vicenda da oltre 20 anni, per non dimenticare. Nel suo racconto di vita vissuta si rammarica, tuttavia, di come gli uomini non abbiano ancora compreso i danni dei conflitti e proseguano sulla strada della violenza. È proprio difficile parlare di pace.

La locandina dell’evento

Progetto di Bruna Zuccolin. Testo di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Girolamo Jacobson e E. Varutti. Lettori: Bruno Bonetti, Sergio Satti, Annalisa Vucusa (ANVGD di Udine) e i professori Paola Quargnolo e Enrico Modotti. Copertina: Silvio Loreti, Federico Pirone e Guido De Michielis in Biblioteca a Udine. Fotografie della collezione di Bruno Bonetti e di Leoleo Lulu. Ricerche presso l’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.  Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi.   Sito web:  https://anvgdud.it/

Rassegna stampa

“Messaggero Veneto” del 17 giugno 2026
0 Comments
Share Post
varutti
alessandra@artmediadesign.it

Sociologo, con perfezionamento in Storia all'Università di Udine, Elio Varutti ha pubblicato: "Rimembranze di Zara italiana. Antologia con scritti di Franca Balliana Serrentino, Sergio Brcic, Ettore Daddi, Ulisse Donati, don Giovanni Lovrovich, Bruno Stipcevich e altri", Udine, ANVGD Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone, 2025.

No Comments

Post a Comment