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Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Comitato Udine | Memoria della strage a Vergarolla 1946, di Astrid Castro, di Toronto
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Memoria della strage a Vergarolla 1946, di Astrid Castro, di Toronto

Ago 18 2025

Memoria della strage a Vergarolla 1946, di Astrid Castro, di Toronto

Pubblichiamo volentieri un articolo di Astrid Castro, di Toronto (Canada), sull’attentato di Vergarolla. Lei ce lo ha inviato nel profilo Facebook “ANVGD Udine”. Si riferisce ai suoi cari, come suo padre Bruno Castro, nato a Pola nel 1932, che assieme al cognato Mario Angelini furono presenti sulla riva di Vergarolla al terribile scoppio, che provocò oltre 100 morti e centinaia di feriti. Tutti italiani. Pola in quel tempo era pertinente alla Repubblica italiana, pur sotto il controllo delle truppe angloamericane. Dopo l’attentato titino (non tutti gli storici concordano) la città si svuotò di italiani. Partirono oltre 28.500 persone su 32 mila abitanti. È la cifra più consistente dell’esodo giuliano dalmata (a cura di Elio Varutti).

“79 anni fa, la mattina del 18 agosto 1946, mio papà Bruno e suo cognato, mio zio Mario Angelini, pompiere e allenatore, parteciparono alle qualificazioni di nuoto. Scattarono una foto di gruppo e mio padre rimase a pranzare e ad aspettare le gare del pomeriggio. Era seduto sotto la tettoia a giocare a “manete” (*) con i suoi amici quando, poco dopo le 14:00, sentirono uno sparo e, guardando oltre gli alberi, videro delle persone correre verso un bambino che piangeva forte e un’esplosione. La terra tremò sotto di loro. La loro vista era ostruita dalla polvere che si sollevava. Iniziarono a correre su per la collina. Gli amici di mio padre corsero a casa. La curiosità di mio padre lo spinse a tornare verso l’esplosione. Vide persone ferite a terra, che venivano aiutate, pezzi di persone e morti. Il mare era rosso. Lì davanti a lui c’era suo cognato Mario che trasportava a braccia tese il corpo di una ragazza. Mario, vedendolo correre, disse a mio padre di tornare a casa immediatamente. Lo fece.

Non parlarono mai più di quel momento. Mio padre disse di aver visto le foto di Vergarola e delle foibe subito dopo l’esplosione, in una mostra. Disse che mio zio aveva un’enorme pila di foto di quel giorno e delle foibe. Le bruciò tutte quando la Jugoslavia salì al potere.

La moglie di mio zio Mario, Zia Lucilla (sorella di mio padre), per lo shock di aver letto il giorno dopo sul giornale che la sua damigella d’onore era morta nell’esplosione, entrò in travaglio prematuro. Mio cugino Gianni nacque a 7 mesi. Mio zio Mario partì per l’Italia quasi subito. Andò lì a cercare lavoro come pompiere. Purtroppo gli italiani lo chiamarono fascista e non gli diedero lavoro. Tornò a Pola, dove non riuscì a trovare lavoro come pompiere perché era italiano. Mio nonno gli trovò un lavoro per la compagnia idrica. A volte, il modo in cui ci vengono distribuite le carte ha un impatto profondo su come andiamo avanti.

Mappa di Vergarolla, in basso la tettoia sotto la quale Bruno Castro giocava a “manete” con amici al momento dell’esplosione di 28 mine antisbarco, rese inerti dalle autorità. A sinistra il luogo dove lo Zio Mario soccorre la bimba senza testa, foto iconica del vile attentato comunista. Collezione Astrid Castro

Ho chiesto a mio padre come fosse arrivato a partecipare a questa gara di nuoto. Mi ha raccontato che da bambino, per tenere lui e gli altri lontani dai guai, avevano formato una squadra di nuoto. Si allenavano e questo evento nacque come primo momento di socializzazione dopo la guerra. La gente veniva da ogni dove per assistere alle gare.

Una tragedia che si è conclusa con uno scambio culturale tra persone. Ma grazie al cielo oggi ci sono ancora persone vive come mio padre che ne sono testimoni. È importante non dimenticare coloro che hanno sofferto, sono morti, [quelli che] se ne sono andati e sono rimasti. Questa tragedia ha colpito tutti. Mio papà non ha mai parlato tanto del suo passato. Importante è domandare ai vostri cari nonni, genitori se loro si ricordano questo giorno e dove errano. Dobbiamo fare di tutto per aiutare la nostra gente e il mondo ad conoscere e non dimenticare questo brutto atto terroristico”.

(*) Gioco con “sinque pice piere tonde, o co’ sinque ossi de persigo” (cinque piccole pietre tonde, o con cinque noccioli di pesca” (Botterini 2014).

Fotografie e disegno – Collezione di Astrid Castro, Toronto, Canada.

Bibliografia

– Lucia Bellaspiga, “Anniversario. Ha un nome l’uomo della foto della strage di Vergarolla”, «Avvenire», 18 agosto 2021.

– Lucia Bellaspiga, “Anniversario. La verità sulla strage di Vergarolla e il documentario che la racconta”, «Avvenire», 16 agosto 2025.

– Ruggero Botterini, Parlavimo e scrivevimo cussì in casa Mocolo. Vocabolario del dialetto polesano-istriano, Mariano del Friuli (GO), ANVGD di Gorizia, Edizioni Della Laguna, 2014.

– Laura Brussi, Strage di Vergarolla del 18 agosto 1946 – dal silenzio all’impegno istituzionale – proposta legislativa per la memoria dei martiri, on line dal 10 aprile 2025 su eliovarutti.blogspot.com

– Anna Maria Crasti, Strage di Vergarolla: non vendetta, SOLO giustizia, on line su  www.anvgd.it dal 18 agosto 2025.

– Elio Varutti, La strage di Vergarolla raccontata da Claudio Bronzin, esule da Pola a Firenze, on line dal giorno 8 dicembre 2020 su varutti.wordpress.com

Autore principale: Astrid Castro. Premessa e bibliografia di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Girolamo Jacobson e E. Varutti. Lettori: Claudio Ausilio (ANVGD di Arezzo), Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti, Sergio Satti (ANVGD di Udine) e i professori Enrico Modotti e Marina Bellina. Copertina: Partecipanti alle gare natatorie a Vergarolla il 18 agosto 1946, con Bruno Castro (accosciato con freccia) e Mario Angelini (in piedi). Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer e componente del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. Fotografie della collezione di Astrid Castro. Ricerche presso l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.  Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi.   Sito web:  https://anvgdud.it/

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varutti
alessandra@artmediadesign.it

Sociologo, con perfezionamento in Storia all'Università di Udine, Elio Varutti ha pubblicato: "Rimembranze di Zara italiana. Antologia con scritti di Franca Balliana Serrentino, Sergio Brcic, Ettore Daddi, Ulisse Donati, don Giovanni Lovrovich, Bruno Stipcevich e altri", Udine, ANVGD Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone, 2025.

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