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Da Fiume e dall’Istria esuli in Friuli. Testimonianze di Ottomaniello e Squadrito

Gen 25 2025

Da Fiume e dall’Istria esuli in Friuli. Testimonianze di Ottomaniello e Squadrito

L’intervista al signor Riccardo Ottomaniello inizia così: “Sono figlio di profughi fiumani. I miei fratelli maggiori erano nati nel Golfo del Quarnaro. Saverio a Mattuglie nel 1939 e Roberto a Fiume nel 1943. La mia famiglia è scappata da Fiume alla fine di aprile del 1945, riempiendo un carro merci con quello che poterono di due case, anche quella dei nonni materni. I titini arrivarono il 1° maggio in città”.

Mi racconta di suo padre? “Mio padre Paolo andò all’Accademia di Modena, poi fu inviato a Pola e infine a Fiume, dove conobbe mia madre – ha aggiunto il testimone –  era di Palagiano, in provincia di Taranto, dove il cognome Ottomaniello non è raro. Mio padre fu fatto prigioniero dalle Wafen SS a Karlovac, in Croazia, l’8 settembre del 1943, alla sede del Comando della sua divisione. Li arrestarono tutti. Mio papà fu internato dai tedeschi come ufficiale italiano nel Campo di concentramento a Sandbostel, nella Bassa Sassonia. Fu liberato dal Campo di concentramento, alle porte di Amburgo, dagli inglesi, che rimpatriarono gli italiani nel mese di settembre, caricandoli nei carri merce, ma non chiusi e sigillati come all’andata. Gli inglesi arrivarono alla fine di aprile 1945. Con mio padre erano prigionieri l’attore Gianrico Tedeschi e anche Giovanni Guareschi, che scrisse bellissimi ricordi, come la ‘Favola di Natale’, composta nel lager nel 1944”.

Marcello Tomadini, Donne polacche a Sandbostel 1944, in Marcello Tomadini, Venti mesi fra i reticolati, LX tavole con prefazioni di don Pasa e Guglielmo Cappelletti, Vicenza, Editrice Società Anonima Tipografica, 1946. Si ringrazia per tali materiali di ricerca la famiglia Riccato di Udine

La sua mamma e i fratelli stavano a Fiume? “No. I miei si erano rifugiati con la mamma Antonietta a Castello di Porpetto, in provincia di Udine – ha detto Riccardo Ottomaniello – dove arrivò mio padre nel settembre del 1945. Poi fu inquadrato in un deposito a Bologna perché l’Italia non poteva avere un esercito vicino alla nuova frontiera con la Jugoslavia. Lì siamo nati io, nel 1946 e mia sorella Marina, nel 1949. Poi nel 1953 andammo a Livorno dove mio padre era stato trasferito in un reggimento di artiglieria e poi, nel 1960, a Palmanova, in provincia di Udine. A Fiume i miei abitavano nella caserma di Mattuglie”.

Ha delle fotografie del tempo? “Tutti i ricordi sono ad Avasinis di Trasaghis, provincia di Udine – è la risposta – dove mio padre passò gli ultimi anni a casa di mia sorella, che era insegnante in quel paese. Io ho problemi di salute. Credo che bisogna saper cercare, ma i troppi nostri trasferimenti e quelli dei nonni non facilitano mio nipote nella ricerca purtroppo”.

Conosce l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine? “Ero un assiduo frequentatore dell’ANVGD – ha concluso Ottomaniello – ai tempi della presidenza dell’ingegnere Silvio Cattalini, esule di Zara. Poi ricordo l’ingegnere Sergio Satti, di Pola e l’arbitro di pallacanestro che si chiama Giorgio Gorlato, di Dignano d’Istria”.

A conferma di quanto riferito si sa che i nominativi di Ottomaniello Paolo e Riccardo risultano tra i 500 soci con diritto di voto all’assemblea dell’ANVGD di Udine del 1987-1988.

Riccardo Ottomaniello, nel 2025. Collezione familiare.

Passiamo a una storia di Pisino. La professoressa Mariaconcetta Squadrito ha raccontato che: “Il mio papà era Concetto Squadrito, nato nel 1914. Era militare a Pola. Fu notaio a Udine, dove morì nel 1985. La mia mamma era Palmira Antonini, nata a Pisino nel 1924 e deceduta a Udine nel 2024. Lei parlava poco dell’esodo, ma ricordava che nel 1944-1945 a Villa Decani, insediamento di Capodistria (oggi Slovenia) c’erano sparatorie tra i partigiani titini e i soldati tedeschi. I paesani erano tra due fuochi”.

A quando risale l’esodo dei suoi familiari? “I miei parenti vengono via dall’Istria nel 1945, perché era impossibile restare – è la risposta di Squadrito – il nonno che si chiamava Antonini Luigi lavorava tra Pinguente, Pisino e Montona.  I nonni Antonini e la zia Claudia andarono profughi a Follonica, in provincia di Grosseto. Lì rimasero per tutto il resto della loro vita, integrandosi bene nella cittadina, dove strinsero forti amicizie sia con i toscani sia con altri istriani esuli che, come loro, erano stati mandati lì. I miei parenti si fermarono a Trieste, poi si spostarono a Udine. Mio zio Giordano Antonini, morto nel 2009, raccontava dell’Istria. Fu esule, infine, a Modena”.

Conclusioni. Certi storici affermano che Tito non firmò alcun decreto di espulsione degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. In copertina si riporta una Risposta ad un reclamo che menziona l’espulsione del signor Antonio Laurino, di Pola, arrestato l’11 giugno 1945 dall’OZNA, il famigerato servizio segreto di Tito. Incredibili i motivi scritti per l’espulsione: “Arrestato in via Barbacani il giorno 11 giugno 45 (O.Z.N.A.). Non era iscritto al partito, non faceva parte delle Forze armate e non collaborava con le stesse”. (National Archives U.S.A., con copia presso l’Archivio Centrale dello Stato, Roma). Tito faceva lavorare l’OZNA per le espulsioni etniche di italiani, oppure i Comitati popolari cittadini.

Documento che cita l’espulsione da Pola, con motivazioni inaudite, di Antonio Laurino, arrestato dall’OZNA l’11 giugno 1945. National Archives U.S.A., con copia presso l’Archivio Centrale dello Stato, Roma

Fonti orali e digitali intervistate da Elio Varutti, con taccuino, penna e computer.  

– Riccardo Ottomaniello, Casalecchio di Reno (BO) 1946, int. del 17 gennaio 2025 via Messenger. Autorizzazione alla diffusione e pubblicazione del 25 gennaio 2025.

– Squadrito Mariaconcetta, Udine 1958, int. a Udine del  16 dicembre 2024. Autorizzazione alla pubblicazione del 13 gennaio 2025.

Fonti d’archivio – ANVGD di Udine, Elenco soci con diritto di voto, 1987-1988, ms, pagg. 17.

National Archives U.S.A., con copia presso l’Archivio Centrale dello Stato, Roma

Cenni bibliografici – William Klinger, Ozna. Il terrore del popolo. Storia della polizia politica di Tito, Trieste, Luglio, 2015.

– Raoul Pupo, Trieste ’45. Dalla risiera alle foibe (1.a ediz.: Bari-Roma, Laterza, 2010), Milano, RCS MediaGroup, 2022.

Cartolina di Pisino, del 1905. Collezione privata

Progetto e attività di ricerca di: Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking di Girolamo Jacobson e E. Varutti. Lettori: Bruna Zuccolin, Claudio Ausilio (ANVGD di Arezzo), Tulia Hannah Tiervo e il professor Enrico Modotti.  Grazie a Giovani Peco, di Monza. Copertina: Documento che cita l’espulsione da Pola di Antonio Laurino, arrestato dall’OZNA l’11 giugno 1945. Ricerche presso l’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, da luglio 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.  Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer e componente del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine.    Sito web: https://anvgdud.it/

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varutti
alessandra@artmediadesign.it

Sociologo, con perfezionamento in Storia all'Università di Udine, Elio Varutti ha pubblicato: "Rimembranze di Zara italiana. Antologia con scritti di Franca Balliana Serrentino, Sergio Brcic, Ettore Daddi, Ulisse Donati, don Giovanni Lovrovich, Bruno Stipcevich e altri", Udine, ANVGD Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone, 2025.

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