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Bacich Giuseppe, postino di Fiume, esule a Torino con famiglia e la voglia di Australia, 1949

Mag 05 2026

Bacich Giuseppe, postino di Fiume, esule a Torino con famiglia e la voglia di Australia, 1949

“Ha lasciato il suo paese perché la sua casa è stata perquisita dai comunisti e non ha idea di cosa stessero cercando”. (“He left his country because his house has been searched by Communists and he has no idea what they were looking for”).

Così risulta dalle dichiarazioni di Giuseppe Bacich, portalettere di Fiume, al funzionario dell’Ufficio per l’emigrazione gestito dagli alleati, che dattilografò il testo. Ecco le altre sue parole: “Tutti i guai erano iniziati quando si era rifiutato di iscriversi al Partito e di partecipare alle attività domenicali perché non aveva i soldi per farlo. I comunisti cercavano pretesti per perseguitarlo e lui andò in Italia”. (“The whole trouble had started when he had refused to enter in the Party and to work in the Sunday-work because he didn’t any money for it. The Communists looked for grounds to trouble him and he went to Italy”.)

L’intervistatore è Gartner Slim, dell’International Refugee Organization (IRO), che era l’Organizzazione Internazionale per i Rifugiati, sorta per organizzare le partenze delle navi di emigranti verso le Americhe e l’Oceania. La presente ricerca si basa sui rari documenti inediti nell’Archivio di Bad Arolsen (Germania), da poco disponibili nel web. La pratica d’emigrazione per l’Australia, di Giuseppe Bacich all’Ufficio IRO di Milano è del 26 ottobre 1949. Il richiedente si avvalse dell’assistenza del “Comitato Profughi Giuliani”.

Era nato il 4 febbraio 1905 a Fiume Giuseppe Bacich, sotto l’Austria Ungheria, da Giuseppe e da Maria Karlovich, di lingua croata. Per gli impiegati dell’IRO Fiume, nel 1905, è “Yug.”. Aveva un’istruzione da scuola secondaria. Sua moglie si chiamava Nerina Pikovich, nata a Fiume il 16 aprile 1911. Dal matrimonio nacquero a Fiume italiana tre figli: Elio (2.2.1937), Giuliana (2.5.1941) e Bianca (3.1.1946).

Dichiarazione del Diritto d’opzione del Comune di Torino per Bacich Giuseppe (Arolsen Archives)

L’esodo dei Bacich avvenne nel 1946, “entrando legalmente a Trieste” col trasferimento del postino a Torino e andando ad abitare in via Matteo Pescatore al civico numero 15, quando si ricompose la famiglia. Già, perché la moglie del postino, Nerina Pikovich, figlia di Giovanni e di Amalia Freitag, dopo l’esodo, fu destinata al Campo profughi di Marina di Massa (MS), dal mese di luglio 1947 a febbraio 1948, come è scritto nella documentazione dell’Archivio di Arolsen. A Torino i coniugi Bacich firmarono l’opzione per l’Italia il 4 giugno 1948, come dalla dichiarazione del Comune di Torino. Il 25 ottobre 1949 le domande non erano ancora “regolarmente approvate dall’autorità jugoslava”.

Alla fin fine i responsabili dell’IRO dichiararono Bacich Giuseppe “non idoneo” (“ineligible”) all’emigrazione, forse perché a tutti loro fu assegnata una nazionalità “Undet. V.G.” (Indeterminata, Venezia Giulia). L’intervistatore dell’Ufficio IRO firmò la pratica il 3 novembre 1950. Controfirme di chiusura del 27 agosto 1951 con “A.C.F. George., Elegibility Intake Officier IRO Italian Mission” (Addetto alla verifica dei requisiti di ammissibilità IRO della Missione italiana) e con “S.J. Todorovic, Supervisor Intake Center Milan” (Supervisore del Centro d’assistenza di Milano). L’Australia per i Bacich di Fiume restò un sogno nel cassetto in una casa d’esilio a Torino.

Altri Bacich via da Fiume

Ci sono altri Bacich nominati in letteratura. Alcuni di loro sono segnati, nei primi anni ’50, nel cosiddetto Primo censimento dei profughi fiumani in Italia a cura della Lega nazionale fiumana dell’ANVGD di Bologna, presieduta da Carlo Descovich. Detto Primo censimento è pubblicato nel fascicolo “Fiume e la provincia del Carnaro nel passato e nel presente”, edito verso il 1954. È il caso di Giovanni Bacich vedova Blecich deceduta esule a Lucca. Nello stesso periodo Antonio Bacich era esule a Bolzano con la moglie Irma Quarantotto, mentre Maria Bacich vedova Marsanich era in esilio a Udine (Fiume e la provincia del Carnaro nel passato e nel presente).

Secondo l’indagine di Amleto Ballarini e Mihael Sobolevski un Antonio Bacich subì una condanna con “multa e confisca per attività antipopolari” dal Tribunale popolare circondariale di Fiume, dopo il 3 maggio 1945. Gli stessi autori segnalano un Francesco Bacich ucciso nel bombardamento alleato del 19 luglio 1944. Un altro Francesco Bacich, di Castua, fu ucciso nel Campo di prigionia di Dachau (Germania).

Avviso dell’Ufficio Censura di Roma, 1945. National Archives U.S. con copia in Archivio Centrale d Stato, Roma

Da un documento datato 23 giugno 1945 dell’Ufficio Censura militare di Roma si ha notizia della “Situazione della Venezia Giulia” secondo una corrispondenza tra due profughi giuliani. Dopo aver segnalato la occupazione jugoslava di Trieste, l’autrice della missiva intercettata descrive quella di Fiume, dove “hanno fatto 4.000 arresti, deportano gli italiani in massa, mentre si dice che 30.000 persone abbiano chiesto di venir via. Sarà un esodo in massa”. (“National Archives U.S., copia all’Archivio Centrale dello Stato”, dattiloscritto). Sulla invasione jugoslava di Trieste e di Gorizia, del 1945, c’è un documentato testo di Mauro Tonino, storico dell’ANVGD di Udine.

In conclusione, si ricorda che furono tanti gli italiani partiti da Fiume come i Bacich, dopo l’occupazione jugoslava del 3 maggio 1945. Sono circa 54 mila i fiumani in fuga, su 60 mila abitanti, stando ai dati ministeriali delle Linee Guida per la didattica della Frontiera Adriatica. È il 90 per cento dei residenti. C’è chi la chiama “liberazione”.

Bibliografia

Si ringraziano la direzione e gli operatori degli archivi di Arolsen, oltre a quegli altri citati.

– Avviso riservato esaminato il 12 luglio 1945, Ufficio Censura militare di Roma, National Archives U.S., copia all’Archivio Centrale dello Stato”, dattiloscritto.

– Amleto Ballarini, Mihael Sobolevski (a cura di / uredili), Le vittime di nazionalità italiana di Fiume e dintorni (1939-1947) / Žrtve talijanske nacionalnosti u Rijeci i okolici (1939.-1947.), Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 2002.

Fiume e la provincia del Carnaro nel passato e nel presente, a cura dell’ANVGD – Lega fiumana, Sezione culturale di Bologna, Roma, edizioni Pais, s.d. [1954?].

– Ministero dell’Istruzione e del Merito, Linee Guida per la didattica della Frontiera Adriatica: laboratorio di contemporaneità per affrontare le complesse vicende del Confine Orientale, 2022, nel web.

– Mauro Tonino, I 40 giorni del terrore. L’occupazione partigiana slavo-comunista di Gorizia e un lapidario per cancellare gli omissis della storia, 1 maggio-12 giugno 1945, Milano, Signs Books, 2026.

Unterlagen von Bacich, Giuseppe, geboren am 04.02.1905, geboren in Fiume und von weiteren Personen

Progetto di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Maria Iole Furlan e E. Varutti. Lettori: Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti, Sergio Satti (ANVGD di Udine) e i professori Elisabetta Marioni, Ezio Cragnolini e Enrico Modotti (Udine). Copertina: Domanda di assistenza IRO di Giuseppe Bacich con foto dei familiari, particolare (Arolsen Archives). Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer e componente del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. Si ringrazia Giovanni Peco, di Monza. Studi presso l’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.  Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi.   Sito web:  https://anvgdud.it/

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varutti
alessandra@artmediadesign.it

Sociologo, con perfezionamento in Storia all'Università di Udine, Elio Varutti ha pubblicato: "Rimembranze di Zara italiana. Antologia con scritti di Franca Balliana Serrentino, Sergio Brcic, Ettore Daddi, Ulisse Donati, don Giovanni Lovrovich, Bruno Stipcevich e altri", Udine, ANVGD Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone, 2025.

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