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Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Comitato Udine | Visita d’istruzione dell’ANVGD di Udine all’Arsenale di Venezia con Baissero
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Visita d’istruzione dell’ANVGD di Udine all’Arsenale di Venezia con Baissero

Mag 30 2026

Visita d’istruzione dell’ANVGD di Udine all’Arsenale di Venezia con Baissero

Lo scorso 10 aprile 2026, il Comitato di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia con la collaborazione dell’Università della Terza Età “Paolo Naliato”, aveva organizzato una lezione sul tema della politica forestale della Serenissima, con particolare riguardo ai rapporti con l’Istria. Il relatore professore Pio Baissero, dopo aver proiettato il suo documentario “L’oro di Venezia”, aveva spiegato che, in seguito all’espansione degli Ottomani dopo la presa di Costantinopoli, si era sentita la necessità di potenziare la “flotta da mar” della Repubblica con un incremento notevole della cantieristica navale imperniata sul lavoro produttivo di avanguardia dell’Arsenale di Venezia.

L’ANVGD ha così deciso di organizzare il 28 maggio successivo una visita all’Arsenale, guidata sempre dal prof. Baissero, per completare con un’osservazione dal vivo quanto appreso nella lezione in aula.

Il gruppo dell’ANVGD era accompagnato dal vicepresidente Bruno Bonetti, che ha ringraziato il prof. Baissero e ha portato i saluti della Presidente Bruna Zuccolin, impegnata all’estero. Soci  e simpatizzanti hanno visitato anzitutto il Museo storico navale di Venezia, importante non solo per la storia della marineria, ma anche per il valore patriottico di molti reperti. Tra questi, i siluri a lenta corsa (i “maiali”) con cui i palombari medaglie d’oro V.M. Spartaco Schergat di Capodistria e Antonio Marceglia. di Pirano, riuscirono la notte del 18-19 dicembre 1941, nel porto di Alessandria d’Egitto, a squarciare due corazzate britanniche. Poi c’è la copia dei Motoscafi armati siluranti (MAS) con cui Luigi Rizzo, Gabriele D’Annunzio e Costanzo Ciano organizzarono la beffa di Buccari, l’incursione effettuata tra il 10 e l’11 febbraio 1918 dai MAS della Regia Marina contro naviglio austro-ungarico. C’è, infine, la prora del “Grillo”, con cui fu forzato il porto di Pola tra il 13 e il 14 maggio 1918.

Venezia, 28 maggio 2016 – Visita d’istruzione all’Arsenale dell’ANVGD di Udine con il prof. Pio Baissero

Successivamente, la comitiva si è spostata a visitare l’Arsenale, al cui ingresso è posto il busto di Dante realizzato nel 1901 dallo scultore Ettore Ferrari. Collocato nel 1901 sotto la loggia del Palazzo Comunale di Pola, città storicamente legata a Dante per via dei celebri versi della Divina Commedia (“Sì come ad Pola, presso del Carnaro / ch’Italia chiude e suoi termini bagna”), il monumento fu distrutto nel 1915 dalle autorità austriache allo scoppio della Prima Guerra Mondiale per reprimerne il simbolo italiano. Ricollocato al suo posto nel 1920, nel 1947 fu salvato dagli esuli istriani prima dell’annessione della città alla Jugoslavia e posizionato nel 1967 sulla facciata dell’Arsenale di Venezia. Il monumento è attualmente al centro di un dibattito storico-diplomatico, poiché le autorità di Pola ne hanno chiesto la restituzione.

Il prof. Baissero ha illustrato ai presenti la storia dell’Arsenale e le sue relazioni con l’Istria, che lo riforniva della materia prima: il legno. In particolare nel bosco della Val de Montona, lungo il corso del fiume Quieto, crescevano roveri ritenuti di gran valore dai proti (i costruttori) dell’Arsenale.

Museo storico navale di Venezia, mezzo meccanico della Regia Marina italiana per forzare il porto di Pola nel 1918

Così, tra l’Istria e Venezia, oltre al traffico per lo sfruttamento e il trasporto della rinomata pietra bianca istriana, si affiancava quello del legno di rovere, grandemente apprezzato dai reggitori dell’Arsenale e dai provetti “maestri d’ascia”. Dagli atti e dai preziosi documenti cinquecenteschi custoditi presso l’Archivio di Stato di Venezia risulta tutta la complessa documentazione derivante dalla politica veneziana per il mantenimento e la protezione del manto arboreo della Val de Montona, essenziale per le molteplici esigenze della marineria da guerra della Repubblica e non solo per essa. Non a caso quella foresta si chiamava “Bosco di San Marco”, ancor oggi esistente, sia pure ridimensionata nell’estensione e nella qualità degli alberi, non più quelli coltivati di un antico tempo. Un bosco che i botanici chiamano “vetusto”, ma che è denso di storia in quanto, per il modo in cui fu sfruttato, resta il vero precursore dell’idea moderna di “sostenibilità”.

All’interno dell’Arsenale (dove i visitatori hanno ammirato numerosi pezzi unici, quali il Bucintoro da cui il Doge lanciava il giorno dell’Ascensione l’anello per lo sposalizio con il mare e il sommergibile Enrico Dandolo, progettato durante la guerra fredda), il gruppo dell’ANVGD si è soffermato in particolare ad ammirare la sala macchine del panfilo Elettra di Guglielmo Marconi.

Museo storico navale di Venezia, un esemplare di “Maiale”, o Siluro a lenta corsa, della Seconda guerra mondiale

Dopo la morte di Marconi, il panfilo Elettra fu acquistato dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni al fine di garantirne la conservazione. Nel 1939, l’Elettra fu portata a La Spezia per lavori di ripristino; venne poi trasferita a Trieste, considerata città sicura da incursioni nemiche, nel 1940, nell’imminenza dell’entrata in guerra dell’Italia. Il panfilo fu requisito nel 1943 dai tedeschi, che lo impiegarono per uso bellico. Inutili furono le proteste italiane, al fine di tutelare la memoria dell’opera geniale di Marconi e dei suoi esperimenti. Il 28 dicembre 1943, l’Elettra partì da Trieste in missione di pattuglia lungo le coste della Dalmazia: meno di un mese dopo, il 21 gennaio 1944, vicino a Zara, la nave fu individuata e bombardata dall’aeronautica inglese. L’Elettra rimase in parte sommersa e alla mercé della sottrazione, indebita, di tutto il materiale riutilizzabile: venne ridotta a nudo relitto e, in base al trattato di pace, divenne proprietà della Repubblica Jugoslava. Lo Stato italiano iniziò, nel 1951, una decennale trattativa con la Jugoslavia per la restituzione del relitto della bianca nave marconiana: nel 1959 la Jugoslavia permise che venissero effettuati rilievi tecnici sulle possibilità di recupero della nave, consentendo poi, nel 1961, la restituzione dell’Elettra all’Italia. Dopo inutili tentativi, constatata l’impossibilità di riportare in funzione il panfilo, nel 1977 venne deciso lo smantellamento del relitto, dividendo la nave in porzioni, custodite attualmente in diversi musei italiani.

Curiosità finale

Sul bombardamento della nave “Elettra” c’è una curiosità riferita a suo tempo dall’ingegnere Silvio Cattalini esule di Zara, presidente dell’ANVGD di Udine dal 1972 al 2017. Zara italiana fu oggetto di 54 bombardamenti alleati, suggeriti dai titini per cancellarne l’italianità. Il dato non è condiviso dalla storiografia croata, che sminuisce i fatti.

Secondo lui, a scaricare bombe su Zara e dintorni parteciparono anche aerei dell’Italia di Badoglio, sotto le insegne alleate, nel mese di gennaio 1944. “Cercavano di colpire la nave Elettra di Guglielmo Marconi – disse l’ingegnere Cattalini – ma una prima volta non gli è andata bene, così noi zaratini si scherzava sul fatto che gli aerei italiani tornadi no iera neanche boni de tirar giù quella povera nave arenada ne la baia de Diklo che i tedeschi gaveva armado con qualche mitragliera”.

Progetto di Bruna Zuccolin. Testo di Bruno Bonetti. Networking e elaborazione a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Lettori: Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti e della professoressa Elisabetta Marioni. Fotografie di Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia. Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi.  Sito web:   https://anvgdud.it/

Rassegna stampa

“Messaggero Veneto”, Cronaca di Udine, 21 giugno 2026
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varutti
alessandra@artmediadesign.it

Sociologo, con perfezionamento in Storia all'Università di Udine, Elio Varutti ha pubblicato: "Rimembranze di Zara italiana. Antologia con scritti di Franca Balliana Serrentino, Sergio Brcic, Ettore Daddi, Ulisse Donati, don Giovanni Lovrovich, Bruno Stipcevich e altri", Udine, ANVGD Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone, 2025.

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