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Giulia, del Teatro Impiria, spettacolo sulle foibe a Udine

Ott 19 2020

Giulia, del Teatro Impiria, spettacolo sulle foibe a Udine

È una tragedia di forte impatto quella di “Giulia”, messa in scena dal Teatro Impiria di Verona. Lo spettacolo, visto a Udine in sala “Mons. Comelli” il 7 febbraio 2020, è stato è organizzato dal Comitato di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), col patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine e del Club UNESCO di Udine.

Udine, sala Comelli, una struggente scena di Giulia, del Teatro Impiria. Foto Elio Varutti

Giulia è la bambina protagonista della commedia, che sfila tra passato e presente. I colpi di luce danno il senso dei diversi piani temporali. Si va dal momento presente con famigliola italiana in Istria per turismo, agli anni 1943-1945, all’esodo giuliano dalmata, agli anni Settanta, quando con la Fiat 850 certe famiglie di esuli ritornavano in Istria, in tenda (“pochi schei”), per vedere i luoghi degli avi. Gli attori presentano il quadro storico senza pecche. Alcuni di loro raccontano di essere Norma Cossetto, oppure don Angelo, o nonno Delmo e così via. Tutti italiani presi dai titini, bastonati e resi oggetto di violenze inaudite per pulizia etnica e, alla fine delle sevizie, gettati nelle voragini carsiche con le mani legate col filo di ferro. C’è molta tensione estetica. Le scene si appallottolano una dietro l’altra con la Morte, in poncho mimetico e maschera antigas, che gira in sala a mettere il suo sigillo finale sul morituro (un sacco di juta). È proprio n viaggio nel tempo e nella geografia delle coste adriatico orientali. È un soave viaggio nella memoria alla ricerca delle origini. Alla ricerca di una verità sfuggente come lo è la ragione di fronte alla follia.

Lo spettacolo, già replicato decine di volte soprattutto nelle scuole del Veneto, verrà portato in Slovenia. La serata è stata introdotta dal professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, che ha portato il saluto della dottoressa Bruna Zuccolin, presidente del sodalizio, assente per lutto familiare. Ha parlato poi il dottor Bruno Bonetti, segretario dell’ANVGD di Udine, presentando il ricco programma delle attività per il Giorno del Ricordo a Udine.

Lo spettacolo è stato così coinvolgente per il pubblico in sala, che al termine dell’applaudita esibizione, due esuli istriani hanno voluto dire la loro. “Vi ringrazio per questa rappresentazione – ha detto l’ingegnere Sergio Satti, decano dell’ANVGD di Udine – perché mi sono rivisto nei panni della bambina, in quanto anch’io son venuto via da Pola a quell’età e quello che raccontate è tutto vero”. Anche Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria, è intervenuto con un po’ di agitazione. “Pure mio padre, notaio – ha detto Gorlato – è stato prelevato dai titini a guerra finita, come raccontate voi molto bene e non lo abbiamo più visto; bravi continuate così, noi profughi abbiamo bisogno di queste cose e di tanto rispetto”.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Copertina: Sergio Satti ringrazia la compagnia teatrale alla fine dello spettacolo; foto Gorlato. Fotografie di Elio Varutti, Giorgio Gorlato e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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varutti
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