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Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Comitato Udine | Antonio Delise da Fiume al Campo profughi di Tortona sognando l’Australia, 1949
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Antonio Delise da Fiume al Campo profughi di Tortona sognando l’Australia, 1949

Apr 03 2026

Antonio Delise da Fiume al Campo profughi di Tortona sognando l’Australia, 1949

Era nato a Pola, sotto l’Austria, Antonio Delise il 10 giugno 1901, anche se il funzionario dell’International Refugee Organization (IRO) presso cui fece domanda di assistenza per l’emigrazione, nel 1949, scrisse così: “Pola, Yugoslavia”. Dal 1937 lavorava a Fiume, che per il suddetto funzionario era: “Rijeka, Yugoslavia”. Delise che, dal 1912 al 1916, studiò al liceo di Fiume poi, fino al 1943, fu “impiegato capo” della ditta Blasich nella città portuale del Golfo del Quarnaro. Secondo lo stradario di Fiume realizzato da Massimo Superina il negozio di elettrotecnica Mario Blasich era sito in via Carducci n. 12, con officina elettromeccanica. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Delise fu arruolato a Fiume nella Guardia Nazionale Repubblicana fino al 1945.

La famiglia Delise abitava in via Carducci n. 26, fino al 21 aprile 1945, quando il capofamiglia si spostò in piazza Goldoni 10, a Trieste (“Yug.”, per il funzionario IRO), dove restò fino al novembre 1946, aspettando gli altri componenti del nucleo familiare. Il 23 settembre 1949, una volta ricomposta famiglia, raggiunse il Centro raccolta profughi di Tortona (AL), sotto l’assistenza del Ministero della Postbellica, come tutti gli esuli, o i senzatetto disoccupati. Il 30 agosto del 1948 Delise optò per la cittadinanza italiana presso il Comune di Tortona, ma al momento della domanda all’IRO il suo diritto d’opzione non aveva ancora ottenuto l’approvazione dell’autorità jugoslava.

Si tenga presente che l’IRO era l’Organizzazione Internazionale per i Rifugiati che organizzava le partenze delle navi da Bagnoli, presso Napoli, verso le Americhe e l’Oceania. La presente ricerca si basa sui rari documenti inediti nell’Archivio di Bad Arolsen (Germania), da poco disponibili nel web. La pratica d’emigrazione per il Canada, o l’Australia, di Antonio Delise all’Ufficio IRO di Milano è del giorno 24 settembre 1949. Il richiedente si avvalse dell’assistenza con carta intestata dell’Associazione Nazionale per la Venezia Giulia e Zara (ANVGZ), Comitato Provinciale di Alessandria, perché il Delise alloggiava nel Campo profughi di Tortona. La firma del presidente dell’ANVGZ di Alessandria è: Gianni Kovacich (forse). L’ANVGZ era già trasformata in ANVGD, ma si riciclavano i moduli.

Domanda di assistenza per l’emigrazione di Antonio Delise, esule di Fiume, su carta intestata dell’ANVGZ, comitato di Alessandria. Archivi di Arolsen (Germania)

Antonio Delise era figlio del fu Narciso e di Margherita Dazzara. Dal 10 maggio 1926 era sposato con Angela Giovanna Sirola, nata a Fiume nel 1904 sotto l’Austria-Ungheria (il funzionario IRO annotò invece: “Rijeka, Yugoslavia”). La coppia ebbe tre figli: Laura, nata nel 1927 a Fiume, Regno d’Italia. La secondogenita è Lidia, nata nel 1928 sempre a Fiume e poi Luciano, nato nel 1931 nella Fiume italiana. Per il funzionario IRO i tre fratelli Delise nacquero tutti a “Rijeka, Yugoslavia”, come dattiloscrisse puntigliosamente nel modulo.

Tra le ultime righe della richiesta d’aiuto si legge: “Fa domanda per l’assistenza nei campi profughi e il reinsediamento in Australia” (“Applies for camp care and resettlement to Australia”). La voglia di emigrare in Australia o in Canada fu repressa dalla decisione dei responsabili dell’IRO che lo dichiararono “non idoneo” (“ineligible”).

Sia le figlie che il capofamiglia fecero una dichiarazione con questo tono: “Come vecchio anticomunista non avrebbe certamente potuto vivere sotto il regime comunista, che non consente la libertà di parola e la dittatura economica del regime comunista non fa per lui. Lasciò l’occupazione jugoslava e, sapendo che il terrorismo sarebbe scoppiato, si recò a Trieste per evitare l’arresto a causa delle sue idee politiche di opposizione”.

(“As an old anti communist he certainly could not live under the Communist regime, which does not allow freedom of speech and economical dictatorship of the Communist regime is not for him. He went away the Yugoslav occupation and he knew that the terrorism will start and went to Triest to avoid the imprisonment being of the oppositive political ideas”).

Per la cronaca, il funzionario IRO che firmò i documenti di respingimento della domanda, il 1° ottobre 1949, si chiama “S.J. Todorovic”. Era nientemeno che “Supervisore del Centro di assunzione di Milano” (“Supervisor Intake Centre Milan”).

Dopo il rifiuto all’emigrazione estera, ai Delise non restò che tirare avanti nel poco agevole Campo profughi di Tortona. Come riferito dagli operatori dell’Archivio di Stato di Alessandria “Con i trattati di pace stipulati alla fine della Seconda guerra mondiale, la Caserma Passalacqua di corso Alessandria 62 a Tortona (oggi sede del Comune) fu adibita a centro di raccolta profughi per accogliere, in particolare, gli italiani espulsi da Istria, Fiume e Dalmazia. I locali della Caserma furono adattati a luoghi per l’alloggiamento, assicurandovi alcuni sevizi principali come l’asilo infantile, l’ufficio postale, la polizia, la chiesa, uno spaccio per commestibili, una sala ritrovo, magazzini alimentari e l’infermeria. Il Campo fu attivo dal 1946 al 1971”. Nella sua attività il Campo profughi accolse oltre 20 mila esuli.

I profughi della Venezia Giulia furono sistemati presso ex campi di concentramento fascisti (come a Laterina), scuole in disuso, collegi, magazzini (come il Silos di Trieste), vecchie caserme riadattate (come a Tortona e a Udine), antichi monasteri (come il Sant’Orsola di Firenze) e persino in qualche edificio sacro, come il Tempio Ossario a Udine e l’Oratorio barocco dei Vanchetoni a Firenze, cui Susanna Bino ha dedicato un documentato saggio nel 2026.

Col vestito e i sandali migliori nella camerata della Caserma Passalacqua, Campo profughi di Tortona (AL), 1956 – Archivio ANVGD di Tortona. Fonte ISTORETO

Bibliografia

– Angelo Anetra, Bruno Boniciolli, Fabio Calamia, Giorgio Gatti, Corso Alessandria 62. La storia e le immagini del Campo profughi di Tortona, Tortona, Microart’s edizioni, 1996.

– Susanna Bino, Profughi dalla Venezia Giulia a Firenze: La vicenda dei Vanchetoni (1947-1948), Firenze, Aska, 2026.

– Massimo Superina, Fiume a lavoro. Industrie, negozi e mestieri tra Ottocento e 1946, Padova, Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, 2023.

Unterlagen von Delise, Antonio, geboren am 10.06.1901, geboren in Pola und von weiteren Personen

Progetto di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Girolamo Jacobson e E. Varutti. Lettori: Claudio Ausilio (esule di Fiume a Montevarchi, AR), Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti, Sergio Satti, Annalisa Vucusa (ANVGD di Udine) e i professori Ezio Cragnolini e Enrico Modotti. Copertina: Documento IRO di Antonio Delise (Archivio di Arolsen). Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer e componente del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. Fotografie dall’Archivio di Arolsen e studi presso l’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.  Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi.   Sito web:  https://anvgdud.it/

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varutti
alessandra@artmediadesign.it

Sociologo, con perfezionamento in Storia all'Università di Udine, Elio Varutti ha pubblicato: "Rimembranze di Zara italiana. Antologia con scritti di Franca Balliana Serrentino, Sergio Brcic, Ettore Daddi, Ulisse Donati, don Giovanni Lovrovich, Bruno Stipcevich e altri", Udine, ANVGD Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone, 2025.

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