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Udine, il rosario al Villaggio giuliano, come negli anni ‘50

Dic 02 2020

Udine, il rosario al Villaggio giuliano, come negli anni ‘50

Oltre 50 persone hanno partecipato alla recita del rosario il 31 maggio 2019 al Villaggio giuliano di via Casarsa a Udine. È stato un grande successo di devozione partecipata sotto la guida di padre Juan Carlos Cerquera, che ha voluto riprendere nel 2017 l’iniziativa religiosa iniziata nel 1952 dalle donne d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli.

L’ingegnere Sergio Satti, esule da Pola, ha portato i saluti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine presieduto da Bruna Zuccolin, impegnata all’estero. Tra i tanti presenti c’erano anche i soci Giorgina Vatta, Giuseppe Capoluongo e Rosalba Meneghini, del Consiglio esecutivo ANVGD di Udine. Nell’incontro del 2019 c’è stata l’occasione di scoprire una targa commemorativa, voluta dal signor Alberto Nadbath, con babbo di Abbazia e Eugenia Pacco, con avi istriani. “La preghiera con il parroco – ha detto Sergio Satti – ha ricordato per non dimenticare le tragedie subite in ogni parte del mondo a seguito delle ideologie discriminatorie passate e presenti subite dalle popolazioni”.

Il santo rosario è stato recitato preso il sacello della Madonna della Rinascita, 1952, bassorilievo in bronzo, opera di Domenico Mastroianni (Arpino, Frosinone 1876 – Roma 1962). La scritta sotto la Madonna dice: “Signore! Benedici queste case risorte”. La targa posta sotto i fiori da Alberto Nadbath, nel 2016, in Via Casarsa a Udine dice: “Villaggio giuliano 1953. Profughi istriani-dalmati”.

In base alle mie ricerche il Villaggio giuliano di Udine è costituito da case popolari edificate dal 1950-1952, con i fondi dell’UNRRA Casas. Gli assegnatari, tutti esuli, sono entrati in possesso delle abitazioni nel 1952-1953. Ufficialmente la “United Nations Relief and Rehabilitation Administration” (UNRRA) era un’organizzazione delle Nazioni Unite, con sede a Washington, istituita il 9 novembre del 1943 per assistere economicamente e civilmente i Paesi usciti gravemente danneggiati dalla seconda guerra mondiale. Fu sciolta il 3 dicembre 1947. L’acronimo Casas sta per: Comitato Amministrativo Soccorso Ai Senzatetto. Secondo i dati dell’Archivio del Comune di Udine, nel 1950, ebbe inizio la costruzione delle case del primo Villaggio giuliano in via Cormòr Alto, via Casarsa e via Cordenons.

Ancona con il bassorilievo della Madonna della Rinascita, di Domenico Mastroianni

Mario Blasoni, giornalista del «Messaggero Veneto» ha scritto che l’ingegnere Angelo Morelli De Rossi, di Udine “nel 1946 ha assunto la direzione dell’ufficio interregionale dell’UNRRA Casas, ente preposto alla ricostruzione degli abitati danneggiati o distrutti dai bombardamenti angloamericani o dalle rappresaglie naziste”. I suoi principali lavori furono svolti a Latisana, San Michele al Tagliamento, San Donà di Piave, Nimis, Attimis, Faedis e Forni di Sotto. Gli ultimi quattro sono i paesi bruciati dai nazi-fascisti. Poi, riferendosi sempre all’ingegner Morelli De Rossi, il giornalista aggiunge la seguente precisazione: “ha operato anche a favore dei profughi giuliano-dalmati (villaggi a loro destinati a Gorizia, Grado, Monfalcone, Udine e Marghera)”.

Ci sono ben quattro villaggi giuliani a Udine. Oltre a quello di via Casarsa c’è il Villaggio giuliano di San Gottardo, che fu edificato nel 1954-1955. Inaugurato nel 1955 col sindaco Giacomo Centazzo, come risulta dalle interessanti immagini diffuse da Alessandro Rizzi nel 2016, in Facebook nei profili di Udine.

Udine, Villaggio giuliano, via Casarsa – Nuova targa inaugurata nel 2019

In città esistono altri siti con appartamenti per istriani, fiumani e dalmati. Si trovano in via Enrico Fruch, villaggio inaugurato nel 1956, sul quale ho ricevuto molte notizie e documenti dal professor Daniele D’Arrigo, con babbo di Fiume. All’Ufficio Tecnico del Comune di Udine (il 9 agosto 2016) ho reperito la data di costruzione del quarto Villaggio giuliano. È quello sorto in via Sant’Osvaldo al civico numero 42, agli interni 16, 17, 18, 19 e 20. L’apertura del cantiere è del 4 luglio 1957, mentre l’abitabilità è rilasciata il 3 luglio 1962. Un testimone dell’esodo giuliano dalmata, il signor Flavio Serli, ha comunicato di aver abitato nel villaggio giuliano di Udine dall’agosto 1962, dove stavano 36 famiglie in via Sant’Osvaldo.

Fonti di ricerca

Mario Blasoni, “Protagonista della ripresa postbellica”, in M. Blasoni, Cento udinesi raccontano, Udine, La Nuova Base, volume III, 2007, pp. 182-184.

Angelo Morelli De Rossi, Progetto del Villaggio giuliano di via Casarsa, via Cordenons e via Cormor Alto, Archivio del Comune di Udine, 1950.

Testimonianze

Flavio Serli, Umago 1954, vive a Trieste e a Forni Avoltri (provincia di Udine), int. a Sappada (UD), del 15 luglio 2016.

Padre Juan Carlos Cerquera, che ha voluto riprendere nel 2017 l’iniziativa religiosa iniziata nel 1952 dalle donne d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Eugenia Pacco e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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