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Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Comitato Udine | Primo premio Villotte 2026 a una classe fiorentina della professoressa Susanna Bino
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Primo premio Villotte 2026 a una classe fiorentina della professoressa Susanna Bino

Giu 01 2026

Primo premio Villotte 2026 a una classe fiorentina della professoressa Susanna Bino

La classe 4^ L del Liceo scientifico di Scandicci della professoressa Susanna Bino ha fatto man bassa alla VIII edizione del Premio Letterario Internazionale “Villotte: Storie in Cammino … un cammino di storia”. La scuola vincitrice è l’Istituto di Istruzione Tecnica e Liceale (ISISTL)  “Russel-Newton” di Scandicci, provincia di Firenze.

La premiazione si è svolta nella sede del Circolo culturale Villotte di San Quirino, in provincia di Pordenone, sabato 23 maggio 2026, alle ore 16,00 per i ragazzi e le scuole, mentre alle ore 17,30 sono stati premiati gli adulti.

Il prestigioso concorso, infatti, era articolato in numerose sezioni: poesia, racconto, grafica. I temi degli elaborati vertevano su “L’esodo istriano-fiumano-dalmata” e pure su “Gli esodi nel mondo, ieri, oggi, domani”. C’è stata la partecipazione da tutta Italia e, perfino, dall’estero. Per motivi di spazio, qui, citiamo solo una parte dei vincitori.

Al premio Villotte la classe liceale di Scandicci ha vinto il primo posto in ben due sezioni, sia “Narrativa” che “Disegno”. C’è stata pure la proclamazione “cum laude” di Mario Miani, segretario del concorso, che si è molto entusiasmato per il lavoro presentato.

La professoressa Bino ha vinto anche un premio per un racconto inedito sulla sua nonna istriana di Pedena. Col titolo “La storia di Maria” si è qualificata terza nella sezione “Narrativa adulti”. È un risultato di cui si è detta molto contenta. Il racconto era nato a seguito del riconoscimento ricevuto nel febbraio 2025 in memoria del nonno Luigi, scomparso i primi di maggio del 1945 a Pola, probabilmente infoibato, e dichiarato morto in Gazzetta Ufficiale solo nel 1965. Anche la nonna, con la vita che ha passato, si sarebbe meritata una medaglia, anche si è consapevoli che ciò sarebbe stato un miracolo. Così il Premio Villotte rappresenta una compensazione sociale al mancato riconoscimento della vita di una donna istriana. È stata una qualsiasi semplice e anonima signora che si è trovata a far fronte a sofferenze e problemi seguiti alla perdita di tutto, tranne della dignità e della fiducia nel proprio lavoro.

Circolo Villotte San Quirino, 23 maggio 2026, foto di gruppo finale con Nicoletta Ros e Luigino Vador al centro, tra i fondatori del premio

Bruno Bonetti, vice presidente dell’ANVGD di Udine ha partecipato alla premiazione, oltre che come giurato, in rappresentanza del sodalizio portando i saluti della Presidente Bruna Zuccolin.

In primis il concorso letterario è patrocinato dal Comune di San Quirino (PN), poi c’è il Club per l’UNESCO di Udine. Importanti sono stati i patrocini fin qui ottenuti negli anni, fra i quali i più significativi quello della Presidenza della Camera dei Deputati, della Presidenza del Senato, della Presidenza del Parlamento Europeo, della Regione Friuli Venezia Giulia, nonché un nutrito numero di Comuni del Friuli V. G.

Da ultimo si ricorda il pensiero di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, che si è detta orgogliosa e onorata della partecipazione di due componenti del Consiglio Esecutivo del sodalizio nella giuria del Premio Villotte (Bruno Bonetti e Elio Varutti).

Bruno Bonetti tra Susanna Bino, a destra, e Loredana Bogliun, giurata del Premio Villotte e autrice di poesie in dignanese

Progetto di Bruna Zuccolin. Testi a cura di Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking di Tulia Hannah Tiervo e E. Varutti. Fotografie della collezione di Bruno Bonetti e da Facebook. Lettori: Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti e la professoressa Annalisa Vucusa. Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer e componente del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. Ricerche presso l’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30.  Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.  Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web:  https://anvgdud.it/

Bruno Bonetti e Guido Rumici, giurati del Premio Villotte 2026

Ora si riporta un comunicato stampa scritto dagli studenti della classe 4^ L del Liceo scientifico di Scandicci (FI) e dalla professoressa Susanna Bino. Le fotografie relative sono della scolaresca stessa (la redazione del Blog).

Una scuola di Firenze super-premiata  al concorso Villotte di Pordenone sull’esodo giuliano-dalmata

Due primi premi all’ottava edizione del concorso internazionale “Storie in cammino… un cammino di Storia” di Villotte, in provincia di Pordenone, dedicato all’esodo giuliano-dalmata ma anche agli esodi di oggi, sono davvero stati un bellissimo riconoscimento del nostro progetto di Formazione Scuola-Lavoro, che nel febbraio scorso ci ha portato a realizzare una mostra sugli esuli a Firenze, “Le sfumature del Ricordo”. Ai premi e agli attestati per ciascuno di noi, la giuria ha voluto anche aggiungere una targa speciale alla nostra scuola, l’Istituto “Russell-Newton” di Scandicci, per la qualità del lavoro presentato e per la sensibilità dimostrata nei confronti del tema dell’esodo giuliano-dalmata. Queste le motivazioni della giuria “Un trekking urbano a Firenze ha dato origine ad un progetto scolastico che sembrava molto ambizioso. L’intento è stato raggiunto: ritrovare le tracce del passaggio degli esuli istriani e dalmati a Firenze. La ricerca ha permesso agli studenti di avvicinarsi ad una realtà, a detta loro, quasi totalmente nuova facendo capire che la storia di quei luoghi e di quelle persone è una parte importante della storia non solo di Firenze, ma dell’Italia e dell’Europa del Novecento. Loro hanno testimoniato con gli scritti quest’esperienza, facendosi aedi nel tramandare le cicatrici di quel tempo. Gli esuli ringraziano e plaudono commossi!” (per la sezione “Racconto”); per la sezione “Disegno” invece “La combinazione di elementi analogici (pittura, ritagli di carta, fotografie in bianco e nero ed altri oggetti tridimensionali di uso comune, quali una forchetta o un cucchiaio) con il digitale (QR code) trasforma l’insieme in un’esperienza “phygital” nella quale si annulla il confine tra fisico e virtuale. Così gli autori riescono a creare atmosfere nostalgiche, legate alla memoria del transito degli esuli istriani sia in luoghi religiosi sia in altre strutture della città di Firenze nel dopoguerra […] creando un dialogo tra passato e presente: tra chi ha vissuto quei momenti tragici e chi, come gli autori, si è assunto il compito – non facile – di ricordarli ai posteri. Lo hanno fatto con le loro mani, come appare in un disegno, riportando all’attualità un’epoca che fu. Bravissimi!”

Rappresentazione del Museo Sant’Orsola a Firenze [Centro raccolta profughi, NdR] sviluppata grazie a 6 tavole posizionate come un collage e dipinte a tempera. Nell’insieme, l’opera non si limita a ricostruire l’architettura dell’edificio, ma crea un forte contrasto visivo: i toni spenti e cupi delle mura si contrappongono ai colori accesi del cielo, evocando contemporaneamente un sentimento malinconico e di speranza

Queste parole hanno coronato il nostro progetto, da doppio primo premio, col quale abbiamo voluto riportare alla luce una vicenda rimasta troppo a lungo nel silenzio. Mentre Firenze cercava di rialzarsi dalle ferite del conflitto, la città accolse migliaia di esuli in fuga, costretti ad abbandonare la propria terra, la propria casa e la propria identità nel difficile periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Una pagina di storia spesso dimenticata, che abbiamo deciso di riscoprire attraverso un percorso sulla memoria nella forma di un progetto di Formazione Scuola-Lavoro, partendo da un trekking urbano nei luoghi dell’accoglienza e creando elaborati grafici e riflessioni personali che avevamo emotivamente registrato durante la visita. Abbiamo poi realizzato una mostra che è stata allestita in uno di quei luoghi, l’Oratorio della Congregazione dei Vanchetoni in via Palazzuolo, con l’obiettivo di restituire agli esuli il diritto di essere ricordati non come numeri, ma come persone.

Attraverso un percorso composto da pannelli, testi ed elaborati grafici, abbiamo raccontato la complessa storia dell’esodo e le difficili condizioni di vita affrontate dai profughi al loro arrivo in città, toccando principali luoghi fiorentini legati all’accoglienza, tra cui l’ex monastero di Sant’Orsola, la stazione di Santa Maria Novella, via della Pergola, via della Scala e lo stesso Oratorio dei Vanchetoni. Per ciascuna di queste tappe abbiamo scritto un testo storico-descrittivo e una riflessione emotiva  a cui abbiamo associato degli elaborati artistici che abbiamo realizzato attraverso tecniche differenti.

Rappresentazione di una stanza dell’Oratorio dei Vanchetoni, di Firenze, dove vennero allestiti i letti destinati ai profughi. Il protagonista dell’immagine è il bambino che nonostante la situazione tragica riesce vedere il mondo a colori, in contrasto con la parte in bianco e nero che rappresenta la visione del mondo da parte degli adulti

Per rendere l’esperienza espositiva ancora più immersiva e coinvolgente, abbiamo inserito dei QR code collegati a tracce audio, che hanno permesso ai visitatori di ascoltare i contenuti multimediali durante l’esposizione. Inoltre, abbiamo realizzato un dépliant dedicato al “Trekking del Ricordo”, pensato come guida con brevi approfondimenti sui luoghi della memoria in città.

Anche la fase di allestimento ha costituito una parte fondamentale del progetto. Grazie alla preziosa collaborazione delle nostre docenti Susanna Bino e Claudia Ciani, della tutor dott.ssa Camilla Palleschi del Museo Sant’Orsola e di Stefano Cecconi Presidente della Confraternita dei Vanchetoni, siamo riusciti a superare la nostra iniziale mancanza di esperienza nella preparazione di una mostra,  mettendo in campo tante abilità e trasformando questo percorso in una riuscita esperienza sul valore della memoria.

Abbiamo quindi pensato di presentare il nostro progetto al concorso internazionale “Storie in cammino… un cammino di Storia”, dedicato all’esodo Giuliano-Dalmata ma anche agli esodi di oggi, che ha ottenuto numerosi e importanti patrocini: Parlamento Europeo, Senato della Repubblica, Camera Deputati e Regione Friuli Venezia Giulia, insieme al Club per l’Unesco di Udine e a 22 comuni del Friuli Venezia Giulia. Il concorso è organizzato dal Circolo della piccola frazione di Villotte, in provincia di Pordenone, dove dal 1957 una piccola ma vivace comunità di 59 famiglie esuli dall’Istria ha ricostruito la propria vita.

La qualità del nostro lavoro è stata riconosciuta dalla prestigiosa giuria del concorso internazionale “Villotte”, che ci ha assegnato il primo premio sia nella categoria grafica sia in quella letteraria. A ritirare il premio, lo scorso 23 maggio, siamo partiti in 12 e non è stato un semplice viaggio, ma un’esperienza che ci ha dato l’opportunità non solo di ricevere un importante riconoscimento, ma anche di vivere momenti significativi insieme, generosamente accolti e ospitati dalla comunità degli esuli di Villotte e visitando Pordenone, una città ricca di cultura e di storia, che si sta già preparando ad essere “Capitale italiana della Cultura” per l’anno 2027.

Rappresentazione dell’Oratorio dei Vanchetoni realizzata con la tecnica del collage prendendo l’immagine di come si presenta la struttura ad oggi e modificandola con elementi che richiamano le condizioni in cui vivevano i profughi

Il premio ricevuto ci ha regalato un’ulteriore gratificazione per il nostro lavoro, grazie al quale abbiamo messo in gioco le nostre capacità creative ma soprattutto, con la nostra mostra a Firenze, siamo riusciti a dare agli esuli la dignità di essere ricordati, perché la memoria è l’unico strumento che abbiamo per impedire che la storia si ripeta.

LA CLASSE 4^ L del LICEO SCIENTIFICO dell’Istituto “Russell-Newton” di Scandicci

Foto della premiazione degli studenti dell’istituto “Russell-Newton” (FI) assieme al direttore del concorso letterario Mario Miani  (a destra) e alla professoressa Susanna Bino (al centro), presso il Circolo Ricreativo Villotte (PN)
La classe 4^ L del Liceo scientifico di Scandicci assieme alla professoressa Susanna Bino e il direttore del concorso letterario Mario Miani (a sinistra), nella via centrale di Pordenone
Cenno bibliografico (dalla redazione del blog)

Susanna Bino, Profughi dalla Venezia Giulia a Firenze. La vicenda dei Vanchetoni (1947-1948), Firenze, Aska, 2026.

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varutti
alessandra@artmediadesign.it

Sociologo, con perfezionamento in Storia all'Università di Udine, Elio Varutti ha pubblicato: "Rimembranze di Zara italiana. Antologia con scritti di Franca Balliana Serrentino, Sergio Brcic, Ettore Daddi, Ulisse Donati, don Giovanni Lovrovich, Bruno Stipcevich e altri", Udine, ANVGD Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone, 2025.

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