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Meni Carbinîr finito in foiba, racconto shock allo Stringher nel Giorno del Ricordo 2019 a Udine

Dic 06 2020

Meni Carbinîr finito in foiba, racconto shock allo Stringher nel Giorno del Ricordo 2019 a Udine

“Sai che mio zio Domenico è stato gettato in foiba?”. Mi dice così la signora Patrizia al termine del Giorno del Ricordo svolto all’Istituto “Bonaldo Stringher” di Udine il giorno 8 febbraio 2019 davanti a oltre 200 studenti e decine di insegnanti. Lei è nata nel 1954 a Fagagna, in provincia di Udine. È tutta agitata e con gli occhi umidi. Me lo riferisce in modo riservato, non vuole nemmeno che io divulghi i cognomi, perché “prima voglio parlare con i miei vari cugini per ricevere l’assenso a diffondere questo terribile dato, che ho scoperto solo ieri, parlando con mio padre”.

Vicino a noi due c’è qualcuno venuto a chiacchierare con me, che mi sono onorato di fare da relatore nella scuola dove ho insegnato Discipline tecniche e commerciali per 36 anni. Il titolo della mia lezione era: “Insegnare l’esodo giuliano dalmata”. L’evento era riservato alle classi quinte dell’Istituto, ai rappresentanti ufficiali del Comune di Udine, che ha dato il suo patrocinio, ai professori, al personale della scuola oltre che ai dirigenti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato Provinciale di Udine, che ha collaborato con la scuola alla sua buona organizzazione.

Udine, auditorium Istituto Stringher per il Giorno del Ricordo 2019

“Lo zio Domenico era carabiniere, nato a Fagagna nel 1902 – spiega Patrizia – ed era in servizio in Istria, fu ucciso e gettato nella foiba assieme ad altri tre suoi commilitoni, poi hanno chiamato suo fratello Enore, nato nel 1917, ossia il mio papà, per riconoscere la salma esumata dalla foiba”.

Il suo nome, in effetti, compare negli elenchi dei caduti nella seconda guerra mondiale. Come mai il suo babbo, alla bella età di 102 anni, si è deciso a rivelare questo segreto familiare solo adesso? “Mi ha detto che aveva paura – dice Patrizia – poi non è bello parlare delle cose della guerra, infatti i corpi estratti dalla foiba, con la divisa, erano irriconoscibili e con la testa spaccata”. È con questa rivelazione shock che si vuole cominciare questo articolo, che dedichiamo al carabiniere Domenico…  di Fagagna, Meni Carbinîr, ucciso dai titini e gettato nella foiba istriana.

L’importante evento si è svolto alla presenza del sindaco di Udine Pietro Fontanini e della Dirigente Scolastica Anna Maria Zilli, sotto il titolo generale Insegnare il Giorno del Ricordo. Le prime parole di saluto ai numerosi presenti sono state dette dalla professoressa Elisabetta Marioni, docente di storia e vice presidente del Consiglio comunale. “È dal 1996 che questa scuola si occupa di Istria, Fiume e Dalmazia – ha detto la Marioni – perché in quell’anno due allieve accompagnate dalla professoressa Nadia Tacus hanno accompagnato una comitiva di esuli in Istria, per l’organizzazione dell’ingegnere Silvio Cattalini, allora presidente dell’ANVGD di Udine”.

La scuola, verso il 2003, ha svolto varie ricerche di stampo antropologico e storico con interviste specifiche sull’esodo giuliano dalmata. Si è dedicata al Giorno del Ricordo negli anni successivi, per giungere alla pubblicazione, nel 2015, di Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960 a cura di vari insegnanti tra i quali la stessa Marioni. Il testo è disponibile pure nel web.

Ha iniziato i lavori della giornata Anna Maria Zilli, dirigente scolastica dell’Istituto “Stringher”. Per tradizione “questo istituto turistico, alberghiero e commerciale – ha detto la preside Zilli – apre le attività del Giorno del Ricordo in città, invitando le massime autorità del territorio per parlare ai giovani, che dovranno superare l’esame di stato, di questo brano della storia per troppo tempo messo da parte”.

Anna Maria Zilli, Pietro Fontanini, sindaco di Udine, Francesca Laudicina, assessore comunale, Bruna Zuccolin e la professoressa Elisabetta Marioni, foto di E. Varutti

Ha poi avuto la parola Dino Castiglioni, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, in rappresentanza di Patrizia Pavatti. Dirigente dell’Ufficio scolastico regionale. “La memoria è importante, ciò che è accaduto è un fatto gravissimo – ha detto Castiglioni – e vi porto un’esperienza personale perché la mia compagna, scomparsa da poco, era figlia di istriani, infatti suo papà era il macellaio di Dignano d’Istria e hanno dovuto lasciare tutto ciò che avevano per rifugiarsi a Fontanafreadda, oggi provincia di Pordenone”.

È seguito il saluto da parte di Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. L’incontro è stato arricchito da testimonianze dirette, come quella di Fabiola Modesto Paulon, esule da Fiume, e documenti audiovisivi, come il filmato Esodo, la memoria tradita, pubblicato dall’ANVGD nel 2005. Erano presenti, tra gli altri, la professoressa Renata Capria D’Aronco, del Club UNESCO di Udine e i professori dell’Istituto Maria Pacelli, Anna Ghersani Durini, Michele Ugo Galliussi, Roberto Orsaria e Giancarlo Martina.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Girolamo Jacobson, Tulia Hannah Tiervo e E. Varutti. Fotografie da collezioni private citate nell’articolo e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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varutti
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