Il libro di Guido Rumici su Pedena e mons. Pietro Rensi presentato a Trento e altri eventi
Organizzata dai Comitati provinciali di Trento e di Udine dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, si è svolta a Trento una serie di incontri per ricordare la figura di monsignor Pietro Rensi in Istria. L’importante attività culturale era in collaborazione con l’Associazione Museo storico in Trento, la Parrocchia Sant’Antonio-Trento, l’Oratorio Sant’Antonio-Trento e la Fondazione Museo storico del Trentino. Le vicende dell’Istria, Fiume e Dalmazia durante e dopo la seconda guerra mondiale da poco tempo sono venute a galla tra l’opinione pubblica italiana.

Venerdì 23 maggio 2025, alle ore 17, nella sala polifunzionale dell’Oratorio di Sant’Antonio a Trento, in via Sant’Antonio 22, si è tenuta la presentazione pubblica del volume dello storico Guido Rumici dal titolo: “Monsignor Pietro Rensi e un paese nella bufera: Pedena 1943/1948”. Ha portato il saluto del Comune di Trento il sindaco Franco Ianeselli. Durante il convegno ha letto alcuni passi del diario di don Rensi la professoressa Susanna Bino, di Firenze, di famiglia pedenese, nipote di un infoibato. La serata è stata introdotta da Roberto De Bernardis, presidente dell’ANVGD del Trentino e da Don Severino Vareschi, parroco della Chiesa di Sant’Antonio a Trento. Ha parlato pure Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino.
Erano presenti Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, per portare il saluto dell’associazione, Bruno Bonetti, vice presidente del medesimo sodalizio, Tullio Rensi, esule di Pedena, figlio di Aldo che fu gettato dai titini probabilmente nella foiba, oltre che parente del Monsignore e Marco Rensi, pronipote del Monsignore. “Da parente di monsignor Rensi – ha sostenuto il dottor Marco Rensi – vorrei ricordare la triste vicenda di mio nonno Aldo Rensi, che fu infoibato dai titini il 15 maggio 1944, alla cui memoria nel 2024 è stata assegnata a Tullio l’onorificenza per i congiunti degli infoibati”.


Si è ricordato l’eccidio dei 24 carabinieri di Pedena, avvenuto nel 1944. “In un paese che nel censimento del 1936 – ha detto Rumici – contava con le frazioni agricole 2.749 abitanti, a maggioranza italiana, tutti fuggiti dalla violenza titina comunista e circa 2.000 uccisi durante la guerra, oggi ci sono 1.820 residenti croati, tra i quali 4 di minoranza italiana”. Più volte è stato rimarcato che il volume è imperniato ai rapporti di pace e di convivenza, senza odio né rancore, spiegando che Pedena “è il primo luogo in Croazia che dedicò per volontà degli autoctoni un monumento alle Vittime delle Foibe”.
Scritto alla fine degli anni Cinquanta, il diario Rensi descrive le vicende del borgo istriano nel periodo compreso tra il 1943 e il 1948. Nella stesura originaria mons. Rensi aveva intitolato il suo memoriale significativamente: “Cinque anni sotto i comunisti titini”. Si capisce che fu un prete molto amato dai suoi parrocchiani. Intervenne per difendere chi stava per essere impiccato dai nazisti, come pure aiutò chi doveva essere eliminato dai titini.
Dopo un apparato fotografico di almeno 25 immagini a colori dell’Autore e di altri fotografi, che documentano le case degli italiani abbandonate e diroccate in questi ultimi decenni, nella parte seconda del pregevole testo si trovano sette fondamentali testimonianze sulle vicende del paese sconvolto dai partigiani di Tito, dai nazisti occupanti l’Istria e dai rispettivi arruolamenti a forza e dai violenti rastrellamenti operati sulla popolazione. Nella breve Appendice documentaria, oltre alla lista dei 24 Carabinieri deceduti in servizio a Pedena e Gallignana, dopo la battaglia del giorno 11 giugno 1944 contro milizie titine, si trovano le riproduzioni di alcuni manoscritti sulla scomparsa del maresciallo Mereu Francesco, fatto fuori sempre dall’odio titino.

Pedena fu un piccolo villaggio fortificato, poi insediamento romano e sede vescovile, oggi è un borgo agricolo della Croazia attuale, lungo la strada che congiunge Pisino alla costa orientale della penisola istriana. Dopo il 1945 con il nuovo regime comunista di Tito ci furono vari mutamenti politici, economici e culturali che provocarono l’esodo di gran parte della popolazione, sia italiana che croata e slovena, poiché anti-titina.
Monsignor Pietro Rensi, nato nel 1880 a Besenello, in provincia di Trento, condusse la parrocchia istriana di Pedena dal 1927 al 1948, quando fu obbligato a lasciare i suoi parrocchiani, dopo molte minacce e angherie titine, rifugiandosi prima a Trieste e, poi, a Trento, come ha ricordato il pronipote dottor Marco Rensi, davanti ad un pubblico di oltre cento persone. Il presule a Trento ereditò un ampio terreno che decise di donare, nel 1949, alla Curia tridentina per edificarvi una chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, ultimata nel 1957. Mons. Rensi morì il 6 marzo 1967.
Domenica 25 maggio 2025 è stata scoperta e inaugurata tra molti parrocchiani la lapide con cui la sala polifunzionale dell’Oratorio Sant’Antonio di Trento è stata intitolata a monsignor Pietro Rensi, benefattore, in presenza del pronipote Marco Rensi, dell’ANVGD di Udine.

Il volume presentato a Trento
– Guido Rumici, Pedena. Un borgo istriano tra guerra e dopoguerra, Associazione delle Comunità Istriane, Trieste, 2019, pp. 128 con foto a colori e b/n.
Progetto di Bruna Zuccolin e Marco Rensi. Testo di Bruno Bonetti e Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking e ricerche di E. Varutti e Marco Birin. Lettori: Bruna Zuccolin, Marco Rensi, Bruno Bonetti, Sergio Satti (ANVGD di Udine), Guido Rumici (ANVGD di Gorizia), i professori Annalisa Vucusa, Enrico Modotti e Rosalba Meneghini. Copertina: il tavolo dei relatori al convegno di Trento con Rensi, Rumici, Bino, Vareschi, De Bernardis e Ianeselli. Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer e componente del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. Adesioni al progetto: Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine e ANVGD di Arezzo. Fotografie di Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia n. 29 a Udine – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia. Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web: https://anvgdud.it/



